
Il mercato del vinilico sta assumendo prezzi da capogiro in genere e sappiate
(come aneddoto) che nel 2000 alla mostra che si tiene a "Novegro"
ho trovato 2 miei dischi: "Explosion" e "I feel sexy"
da me realizzati attorno al 1973.
Chiedo il prezzo e mi dicono 300.000 ! Esordisco: per tutti e due?
Risposta no certamente:.. cadauno!
Non svengo perchè ho ancora un fisico bestiale e dico:
Anche se Lei non mi riconosce , io sono Giorgio Buratti e se le fa
piacere glieli lascio ma glieli autografo anche, così può chiedere
ancora di più!
Non permetto al tipo di saltarmi in braccio dalla gioia.
Gratificato dal fatto di aver trovato in esposizione 2 miei LP, saluto e me
ne vado a bere una birra
che mi sono offerto da solo!
Della "coppa del Jazz" vinta dal Gil Cuppini Quintett di
cui ho sempre fatto parte, mi rimane il ricordo del disco se non sbaglio realizzato
dalla R.C.A., un vasetto di senape a forma di cuoco, facente parte
di una confezione regalo della "Arrigoni" che aveva sponsorizzato
il "concorso radiofonico con la R.A.I.", una diarrea impenitente
causa l'abuso di "marmellate premio" offerte sempre dalla Arrigoni
(pensate poi che data la carestia di bassisti in fasi successive avevo partecipato
al concorso anche con il quintetto di Santucci/Scoppa e con un trio
in cui oltre al sottoscritto suonavano il mitico Tito Fontana ed il
luminescente Alberto Rota) portando sempre a casa gustose e dissacranti
marmellate. Infine, un distintivo d'oro a forma di coppa fatto realizzare
dal mio grande amico e Maestro Gil Cuppini antidoto astringente (non
lui) che non mi ha causato diarrea ma gioia ed orgoglio imperituri.
Epoche eroiche i cui eventi vissuti hanno lasciato un ricordo indelebile nella
nostra memoria in quanto conquiste perseguite con la tenacia di chi aveva
fame di tutto (anche di marmellata).
Mi sono stancato di ascoltare persone che ti chiedono unicamente per avere
la conferma delle proprie idee innestando volutamente un processo di assurda
e voluta contestazione tanto per parlare e rompere le palle.
Questi personaggi dovrebbero chiaramente esprimere un postulato iniziale assegnando
al povero interlocutore di turno il ruolo ben definito di semplice ascoltatore
senza diritto di replica, ed in caso contrario, possono sempre aprire
un cassetto e parlarci dentro con la stessa fermezza che usano nel tentativo
di comunicare con povere creature che sebbene dotati di carità cristiana
hanno due sole palle.
E' assurdo ed oltremodo egoistico togliere energie vitali al nostro prossimo.
Un colloquio si stabilisce generalmente con altri umani , in caso contrario
si identifica nel paranoico soliloquio ( e qui vale pur sempre la teoria del
cassetto che oltretutto non corre rischi perché non ha le palle).
Sono consapevole che tutti noi ci sentiamo soli ed abbiamo il desiderio della
comunicazione e verifica dei nostri pensieri cercando molte volte un ammazzafantasmi.
Prendiamo per esempio la discoteca dove anche se ci vai da solo e ci
balli o sballi, sei sempre in mezzo agli altri ed oltretutto non devi vincere
la timidezza dell'affrontare il rifiuto da parte di un partner.
Non si usa più "il permette questo ballo" basta scendere
in pista ed iniziare ad agitarsi .
Il cellulare al di là degli usi professionali dell'idraulico
sempre reperibile o di chi vuole farsi rompere le palle per lamentarsi e sentirsi
importante, è a mio avviso quel cordone ombelicale che non ti
fa sentire solo.
Hai nelle tue mani il mezzo infernale per chiamare ed essere chiamato.
Nell'attesa guardi il telefonino con patetica amarezza ; ma cavolazzo non
mi chiama nessuno? Telefonini per tutti. Intere famiglie in nervosa attesa.
Nell'assurdo:" ti scrivo per avvisarti di chiamarmi il tale giorno alle
ore tali" perché nel posto dove io mi troverò, le persone
percepiscano oltre allo squillo il messaggio che io sono importante
( mi chiamano tutti, ma che rottura di palle!)
L'uso erotico/domestico non è poi da sottovalutare:" Maria
spogliati che sto arrivando ed intanto metti su l'acqua per la pasta!"
Al di là poi del fatto che ci si debba abituare a vedere persone che
parlano da sole e si incavolano anche, poiché dotate di auricolare.
In macchina chissà perché, tutti appena salgono, vengono
chiamati.
Al cesso poi uno estratto il pistolino continua la sua conversazione.
E non si capisce con chi, se come un pirla o con il pirla magari dicendo "ho
per le mani un grosso affare". Povero illuso, puoi dire quello che vuoi
tanto il cellulare non trasmette ancora immagini in diretta.
Con tanti saluti poi alla decantata privacy dalla turba di rompiballe
in treno,in tram, in autobus, al bar,in giro e nei posti più impensati,
dato che gridano come ossessi non perché sono sordi , ma perché
sono pirla esibizionisti che vogliono che gli altri sappiano quanto loro sono
necessari ed insostituibili.
Ma che cavolo sto dicendo, in effetti con chi sto parlando?
Da solo, con la tastiera del PC o con la scrivania senza cassetti ? Mi sto
rincoglionendo o mi sto adeguando ai tempi?