Una cintura per Mingus

 

Al Festival del jazz  di Bologna nel 1963 suono la sera prima del gruppo di C.Mingus .Il palco era un ring, eravamo al palazzo dello sport.

La sera del suo concerto sono lì seduto in primissima fila con Raffaella.

Lo vedo scendere negli spogliatoi per cambiarsi ; “ Raf mi dice: ….dai,vai!”

Lo seguo e scendo nello spogliatoio.

Stava cercando di allacciarsi i pantaloni ma non aveva una cintura.

Senza parlare poiché non conoscevo la lingua, mi slaccio i pantaloni  sfilando la mia .

Mi guarda preoccupato.

Mi avvicino e gliela porgo abbracciandolo; tutto senza dire una parola.

Gli consegno il mio primo disco “jazz forms for export” e lui capisce che sono un musicista e non un culattacchione innamorato!

Da lì inizia la nostra amicizia.

Dopo il concerto si va nella famosa cantina di Francesco Lo Bianco, dove assai spesso avvenivano queste situazioni estemporanee, anche come dopofestival: quella sera  c’erano Charlie Mingus, Rune Carlsson, Danny Richmond,Jakie Byard,Eric Dolphy, Amedeo Tommasi, Gato Barbieri, Franco Ambrosetti, Clifford,Jimmy Pratt,C.Fasoli, Jordan e altri. Mi ricordo che Mingus suonò fino il mattino dopo alle sette.

Dopo la bella nottata usciamo insieme e Daniele Ionio commenta :

“la famiglia Buratti torna a casa” ; infatti eravamo io, Mingus e Raffaella. Il giorno dopo a Milano, cena al “Rebecchino” dove ordina un enorme filetto che non finisce di mangiare e che si mette in tasca avvolto in un tovagliolo dicendo che lo avrebbe terminato in albergo in quanto uno così non lo aveva mai gustato.

Una mia amica gli regala un grosso cartoccio di splendide arance.

Poi mitico concerto al Teatro dell’Arte a Milano e

grande baraccata al “ Little Club” in via Bonnet dove avevo il mio quartiere/musical/generale.

Non abbiamo mai parlato di musica ma ci siamo comportati con grande semplicità come se ci conoscessimo da una vita e ci fossimo ritrovati parlando di noi e della nostra vita.

Altri aneddoti sui nostri incontri: alla prossima puntata!