
Giorgio,
mi ha colpito questa tua considerazione sulla sparizione delle persone care
e ci ho pensato per gran parte della serata di ieri, forse avrei dovuto
scriverti ieri i miei pensieri perchè oggi sono un po' più freddini comunque
eccomi qui a considerare anch'io l'argomento. Premetto che non so se tutto ciò
che dico è da considerarsi "cristiano" o frutto di altre religioni o
filosofie ma questa è più o meno la "summa" dei miei pensieri.
E' vero, è assolutamente vero, che la morte di una persona cara di spezza
qualcosa dentro ed è anche vero che magari tu ti accorgi di quanto l'avessi
data per scontata fino a ieri e oggi non puoi più comunicargli quanto fosse
importante per te; questo però non può e non deve limitare l'amore che diamo
perchè il "rubinetto" dell'amore va lasciato aperto, poterlo chiudere
significherebbe farsi comunque mancare qualcosa (e quindi riparliamo anche di
egoismo, qui)
Io penso che esista una vita oltre la morte, anzi due. La prima, quella
"cristiana" prevede una fede che forse non mi appartiene
profondamente, la capacità di credere che le nostre persone care siano in
Ottima Compagnia e che ci proteggano da lassù; la seconda, forse un po' più
prosaica vede in me il loro santuario, nessuno dei miei cari morirà finchè
qualcuno sarà quaggiù a ricordarlo con amore.
Non te ne andare con loro, loro hanno bisogno di te per rimanere in vita. Io ho
una specie di "lista della spesa" mentale con tutti gli amici che sono
andati, li ricordo con affetto (non so se si possa chiamare una preghiera) e so
che se sono qui e se sono fatto così un po' lo devo anche a loro. Se sono così
lo devo a tutti quelli che mi sono stati intorno, che mi rammarico di non
sentire abbastanza, che non vorrei perdere, che mi hanno fatto del bene ma anche
del male, perchè di fronte a quella Totale Obliterazione, in fondo,tutto viene
perdonato.
A proposito, e come al solito, ti voglio bene
Un Abbraccio
Maurizio Paci