Enzo - Al King & Gio
all’armonica a bocca ai tempi del Liceo
Lettera ad un datato caro amico”
Milano, 05-11-2001
L’altra notte ho ascoltato in radio una tua intervista contemporaneamente ad alcuni brani della tua ultima produzione. Mi ha colpito la sintesi delle idee da te sempre enunciate, il contenuto coerente alla tua personalità, la composizione musicale come sempre più che azzeccata , ed il messaggio umano che ti ha sempre contraddistinto. Ho un ricordo sempre vivo del tempo trascorso insieme e poichè ti reputo una persona sincera, non riesco a comprendere il fatto che tu non abbia mai perso l’occasione per evitarmi , quasi volessi dimenticare una parte della tua vita. Comuni amici mi avevano detto che non eri più l’Enzo che potevo aver conosciuto. Ognuno di noi ha subito l’influenza degli avvenimenti vissuti. Ma io sono curioso e mi domando una cosa: Enzo, che ha sempre dimostrato grande umanità nella stesura dei testi e nel cantare le proprie storie , come può aver dimenticato i compagni di viaggio ed i tanti trascorsi vissuti eroicamente insieme? Forse, Enzo, che l’umanità delle tue creazioni sia solamente un’alchimia sapientemente indovinata per la commercializzazione del prodotto? Mi rifiuto di crederlo e personalmente preferisco ricordare il mio amico Enzo dei tempi del Liceo, l’ospitalità dei rispettivi genitori ed i compagni delle tante avventure che ci hanno accomunato. In giugno ti ho scritto: ti sei guardato bene dal rispondermi. Ti ho telefonato. Una gentile voce femminile ti ha riferito il mio nome, e tu Enzo, ti sei fatto negare con una scusa fisiologica . Ho lasciato il mio recapito, ma la tua necessità fisiologica si è prolungata nel tempo. Forse si è incrementata e dilatata causa la mia telefonata . Non ho niente da chiederti e nulla da offrirti se non il piacere di risentire un amico che ha fatto parte della mia vita delle mie esperienze e della mia crescita. Sono più che sicuro troverai la forza di confermarmi che ti ricordi solamente delle persone del tuo specifico entourage e che le altre, non le consideri nemmeno, e forse ti stanno anche sulle palle in quanto ti ricordano quello che vuoi dimenticare. Un caro saluto ed un forte abbraccio . Giorgio
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