“ Lavoro ciclopico “ di G.Buratti
Non so come
sono pervenuto all’dea di masterizzare su supporto digitale,
oltre 256 nastri professionali di tutta la musica che ha fatto parte della mia
vita tra concerti dal vivo e registrazioni nel workshop che ho sempre tenuto
settimanalmente al “private jazz studio”
con tutti i musicisti che hanno collaborato con me.
Una
collaborazione più che proficua, in cui taluni hanno avuto la possibilità di
verificarsi spinti dalle mie idee e dalla mia insanabile esuberanza,come
riconoscono con grande obbiettività Sante
Palumbo e Pasquale Liguori.
Veniamo al
lavoro ciclopico che forse porterò con me nell’ultimo viaggio,
ma che metto
a disposizione di chi volesse ascoltarlo per eventualmente pubblicare in parte
quanto dovesse interessare.
Il sapore
del ricordo ha suscitato in me grande nostalgia alla luce di quanto fatto con
tanti compagni di avventura che oggi non sono più tra noi
ma che ho
voluto onorare e far rivivere con il lavoro
ciclopico intrapreso:
E. Intra - A.P.Gatti - M. Lama - L.Luttazzi - E. Righello -
F. D'andrea –
S. Palumbo -
S. Taylor - J. Byard - E.Belotti - L. Mureddu - L. Di Virgilio -
- Baldan
Bembo -
F. Cerri - A.
Arienti - P. Ferrari - L. Cerveglieri - E. Scoppa - L. Gullin –
E. Volonte' -
B. Collette - E. Busnello - G. Bedori - S. Rigon - G. Barigozzi –
G.
Bergonzi - C. Fasoli - P. Neuburg - G. Barbieri - G.Baiocco - B.
Jones –
J. Mc Person
- H. Heredia - G. Allifranchini - B. Marini - F. Sisti - R. Scio' - G. Porro -
R. Manzin - S. Fanni - O. Valdambrini - C. Santucci - A. Corvini - E. Rava -
P.Miki - D. Piana - G. Romani - J. Pratt - R.Podio - G. Cuppini –
L. Bionda
- G. Pillot - C. Sola - B. Martin - D. Richmond - P. Liguori –
G. Dall'Alba
- T. de Piscopo - W. Morelli - E. del Piano - F. Monico –
D. Regazzoni
- G. Carravieri - M. Pintori - C. Milano - A. Zanetti - M. Spinosa
B. Vilar - G.Dall'Alba - padre G. Bettoni -
R.Vedovati
Quanto abbiamo
suonato,quanta musica ,quante note!!
Alla
verifica del poi debbo riconoscere che si battono oggi strade
che noi
abbiamo precorso sino dal lontano 1963.
Questo lo
affermo con onesta obbiettività e competenza.
Quanto
eravamo tutti molto bravi e molto liberi di lasciar scaturire dal
nostro strumento
quanto ho saputo estrarre dall’animo di tutti i miei compagni che forse non si
sarebbero mai sognati e nemmeno avrebbero avuto il coraggio di fare da soli.
D’altronde
chi ne poteva pagare lo scotto nel bene e nel male era solamente il Buratti che si faceva carico
dell’impresa affrontando con il suo nome concerti e relativa critica musicale.
Debbo
riconoscere che mai un giornalista ha parlato male di noi e che abbiamo ed ho
avuto sempre una critica più che favorevole
Ho suonato tanto ma così tanto come avessi vissuto
2000 anni.
Adesso mi
riposo frequentando il mondo delle Arti Marziali con tutti gli amici ritrovati.
Giorgio