"karate da scrivania":Tra le innumerevoli strade percorse nella mia vita ci sono quelle delle attività
sportive che hanno contribuito alla mia crescita ( anche in larghezza)!
I primi contatti sono stati quelli scolastici con la scherma (il fioretto)
ed il calcio come portiere nella squadra del Leone XIII ,poi il nuoto
e un pò di pallanuoto in Rarinantes, la pallavolo nei campi
della Forza & Coraggio nella squadra della Pirelli , un pò
di pugilato al Milano Ring all'epoca dei vari Giannelli e Loi,
e da qui dopo una piccola parentesi di Judo, la scelta di una palestra
di karate con
il M° Corbella , Stucchi, Bertini, Lauzana,
Rossi, Vedovati ed il Kungfu con il M° Chang
e poi Santini . Il tutto contemporaneamente ad un'attività
tennistica dilettantistica nei Tennis Club prima di Sarnico poi
di Lentate e Nastro Verde e per ultimo Tennis Club Lombardo
con una media di 2 ore tennis giornaliere.
Il tutto coronato nell'intervallo di 25 anni da un infarto, un piccolo ictus,
un trombo e
.finalmente 3 by pass coronarici.
Che c
.,ragazzi ad essere ancora qui a raccontare queste avventure!
Ora, in quest'età si fa per dire matura, mi rimangono solamente, la
bicicletta e qualche puntata in palestra tanto per far vedere che sono ancora
vivo!
Invece no, mi occupo ancora di karate da scrivania,(irrimediabilmente
affetto da grafomania), per il gruppo del M° Vedovati sul cui sito Internet
potrete riscontrare qualche mio chiamiamolo articolo all'indirizzo: http://www.geocities.com/shiroishishikan/
Visitatelo e vi renderete conto che non riesco assolutamente a stare fermo
e farmi i
.fatti miei!
In compenso ho trovato in questo gruppo tanta simpatia ed amicizia , forse
di più che nell'ambiente musicale in cui si può dire che"
il trascorso è stato bello sin che è durato e sino a che si
è suonato insieme" , poi complice il passare del tempo, i
differenti interessi, i problemi di ognuno ed alcuni degli amici che se ne
sono andati a suonare in un altra dimensione ,le avventure rimangono un dolce
ricordo e chi è
rimasto non si fa più vivo nonostante l'esistenza di questo mio sito
nato proprio per
stare ancora insieme e suonare una jam session di racconti di vita vissuta.
Alle 19,00 circa del 20 giugno 2001 , un raduno nella
palestra diretta dal M° Vedovati ha dimostrato il vero significato del Dojo.
Un gruppo di persone praticanti e non: bambini,
adulti, maestri, parenti ed amici si sono date appuntamento per festeggiare il giovane G.B. che la settimana prima era diventato Sacerdote.
Hanno partecipato ad un breve allenamento subito seguito da interminabili domande programmaticamente rivolte al giovane Sacerdote.
Seduti in circolo, abbiamo sottoposto ad un serrato bombardamento di quesiti questo giovane che ha risposto con olimpica tranquillità e carismatica dialettica, sempre con un dolce e sereno sorriso sul volto.
L’evolversi delle domande e risposte sono state coinvolgenti ed hanno talvolta anticipato incertezze e curiosità inconfessate, chiarendo problemi strettamente personali.
Chi non pensava minimamente di chiedere, trovava nelle domande degli altri la risposta alle proprie non formulate.
Si era in questo modo innescata una totalità d’intenti atta a colmare le proprie ansie e a saziare l’innata curiosità del cercare di sapere se questo ragazzo, che aveva scelto uno stile di vita così lontano dal nostro, pur essendo un karateka come noi, era fatto come noi o fosse per caso un androide replicante?
Perchè parlo del vero senso del Dojo?
Perchè, ho vissuto questo spazio temporale, assistendo allo svilupparsi di una tecnica coinvolgente, del confessare i propri dubbi gli uni agli altri, assorbendo mutua energia al punto di interagire poi senza inibizione alcuna.
Ancora una volta il M° Vedovati con la sua umanità
ha colpito nel segno organizzando questo significativo evento nato da un vero gesto di amore ed amicizia che è stato lezione ed insegnamento per tutti, Allievi e Maestri, Figli e Genitori; a cui tutti indistintamente hanno contribuito con l’ottima riuscita.
La consegna di una targa a G.B. ha posto fine all’incontro, terminato per altro con una meritata reintegrazione calorica.
Evidentemente non ancora appagati, a turno con brevi interventi di elogio rivolti a questo giovane Sacerdote ,abbiamo definitivamente distrutto G.B., convocato da Gesù “per aiutarci a migliorarci percorrendo la strada dell’amore”.
“Strada irta di grandi difficoltà causa la nostra genetica presunzione ed insaziabile ingordigia; compagni inseparabili del cammino della nostra vita”.
Mi sia concessa la constatazione personale della
avvolgente atmosfera di amicizia che ha permeato questo gratificante evento a cui
lo scrivente ha avuto il piacere di partecipare rinnovando e rivivendo l’esperienza del Dojo.
Milano, 21 giugno ’01 Giorgio Buratti
“La conoscenza del colpo segreto”
In una Milano prevacanziera , molle di caldo umido , nel mio antro/studio, rifletto senza osannare ed incensare nessuno, sulla serata del 29 Giugno e debbo constatare che i buoni frutti esistono se si hanno buoni Seminatori
Il buon raccolto esiste, e lo si tocca con mano.
Alcuni tra i collaboratori del M° Vedovati hanno ricevuto una targa personalizzata, significativa nel gesto di riconoscimento che il Maestro ha voluto fare ai suoi affezionati e validi Allievi .
Non solo allievi del calcio e del pugno, ma persone dotate di sensibilità e semplicità , sempre pronte ad un entusiastico sacrificio.
Eh , sì , Signori , proprio sacrificio , perchè non è facile dedicare se stessi dopo una giornata di lavoro!
E questo vale per i genitori, allievi, Istruttori e Maestri.
“Allievi seminati allora e Seminatori ora” che hanno il compito ed il dovere di trasferire quanto ricevuto in una continuità di intenti che ci riporterà alle origini.
Dal grado più elevato ed ambito , alla cintura bianca , in un cerchio che si chiude e racchiude le nostre conoscenze ed i nostri sentimenti .
I nomi non si dicono affinchè nessuno possa inorgoglirsi guastando la propria dovuta modestia.
Ci danzano intorno fin troppi chiacchieroni e tuttologi mascherati da accattivanti e rassicuranti benefattori dell’umanità .
Noi, tutti eguali e bravi, senza primo o secondo, tutti insieme a percorrere la via,
indicata e tramandata.
La ricorrenza del compleanno della mamma del Maestro,
il grande mazzo di fiori, un bambino che legge e porge una motivazione d’amore, gli
interventi di chi voleva parlare e manifestare la propria gioia e commozione , hanno
fatto dimenticare il fumo , il caldo e …l’antipasto!
Non è necessario pervenire alla conoscenza del colpo segreto per vincere l’avversario.
E’ più educativo ed onorevole comportarsi con lealtà e vincere noi stessi, le nostre paure ed incertezze, camminando a fianco dei nostri figli, dei nostri allievi , donando quanto ricevuto e magari imparando da loro quanto non sappiamo e rinnovando quanto abbiamo forse dimenticato.
Questo è il vero colpo segreto con cui potremo modificare
noi stessi ed essere a nostra volta buoni seminatori.
Milano, 30 Giugno 2001 Giorgio Buratti
“L’anima è il motore; il corpo…un optional”
Difficile scrivere con obbiettività in quanto anche il semplice riportare la cronaca
degli avvenimenti , avviene attraverso una visione personale ed inoltre, cosa per me più ostica, è il non lasciarsi andare a considerazioni prettamente soggettive che rappresentano talvolta solamente un atto presuntuoso ed egoistico.
Solo Uno è sceso dalla montagna con le tavole in mano.
Detto questo, mi converrebbe andare a fare un giro in bicicletta.
Non posso percorrere questa strada per due ragioni:1)ho acceso il condizionatore e qui fa più fresco, 2) se passano ancora 24 ore non mi ricordo più niente della serata del 24 luglio con cena fortunatamente senza antipasto. Alè Andrea …o nò?
Siamo quindi alle solite conclusioni viste attraverso un’ottica del tutto personale.
Partecipare ad una riunione con i frequentatori della palestra diretta dal M° Vedovati, è un pò come andare a cena a casa dei genitori e degli amici; ci si sente sempre ben accetti ed in famiglia .
Tutti, sono molto legati tra loro.
Non saranno grandi e temibili Samurai, ma senza dubbio persone ed esseri umani con una gran voglia di interloquire per sapere, per dire, per imparare, per socializzare in un clima di accattivante semplicità ed amore per il prossimo, nessuno escluso.
Consuntivo di una stagione trascorsa, cercando eventuali positivi miglioramenti, sempre, delle iniziative , degli intenti, di noi stessi.
Nuovi progetti , come quello della creazione di un contenitore accessibile a tutti, con i nomi di quegli uomini che fanno della loro professionalità il loro mestiere e che potrebbero essere d’aiuto a noi che facciamo parte di questa famiglia.
Questo vuol dire che forse è inutile e dispersivo cercare soluzioni ai nostri problemi
piccoli e grandi fuori di casa, quando le risposte , possono essere qui tra noi , a portata di mano tramite persone che parlano il nostro stesso linguaggio.
Sarà la nascita del contenitore “Arti e Mestieri”; ottima idea M° Vedovati. Bravo e grazie.
Mi dimenticavo di farti gli auguri a nome mio personale e di tutti per il tuo compleanno.
In fin dei conti sono 94 anni e li dimostri!
Torniamo al linguaggio dell’Arte Marziale che pratichiamo, che di Marziale ha proprio il crisma del rapporto umano che il M° Vedovati ed i suoi validi aiutanti continuano instancabilmente a professare.
Chi ha le ali deve volare per conto suo trasferendo ad altri quanto assimilato in un perpetuarsi di esperienze da trasmettere secondo la personale educazione e sensibilità
Importante a questo punto trovarsi altri campi da dissodare e seminare.
Al bando federazioni, tessere ed orpelli . La grande Federazione è solamente quella al di sopra del nostro capo a cui dobbiamo tendere e a cui dovremo rendere conto del trascorso.
Importante tornare nel campo primario del Maestro per ascoltare ancora, per rinverdire il già conosciuto e per non distaccarsi troppo dalla via primaria.
Poichè, questo, può anche capitare perchè noi tutti possiamo peccare di presunzione
atteggiandoci a grandi maestri di tutto con tutti, senza tener conto che non siamo niente, ma solamente un “tramite” di qualche cosa che è immensamente più grande di noi .
E’ risaputo che la modestia è la virtù dei forti.
Ed è per questo che nel Dojo, non dobbiamo pensare solamente a rinvigorire il corpo, ma capire che attraverso lo sforzo e la fatica fisica abbiamo il dovere e l’opportunità di modificare ed allenare il nostro spirito.
Noi tutti ne abbiamo bisogno: lo scrivente per primo.
L’anima è il motore; il corpo….. un optional.
Giorgio Buratti
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