"SWINGING MAIL"
I love You madly.

 

Gentilissimo Signor Buratti,
da buon uomo del Pleistocene quale sono, non ho familiarizzato con questi benedetti computers, per cui non ho ancora preso l'abitudine di aprire giornalmente la cassetta di posta elettronica come invece abitualmente faccio con quella ...analogica.

Per cui ho scoperto solo ora la sua lettera. Prima di tutto vorrei ringraziarLa per l'interessamento che in verità non intendevo così ad alto livello. Addirittura un suo disco! Se non vado errato è quello che contiene una sua performance registrata dal vivo a Genova all'inizio degli anni '70.

Ho già contattato il negozio e spero di ricevere quanto prima l'album.

In verità quando Le chiesi se era a conoscenza di dove si poteva avere l'opportunità di ascoltare le sue opere, volevo intendere che è inconcepibile, assurdo che non vi sia un'associazione, un club di appassionati di musica jazz che non abbia preservato, oltre alle sue, le opere mai più rieditate di maestri del jazz italiano e che possa dare oggi la possibilità ai jazz lovers di
potervicisi avvicinare e poter farle conoscere anche a chi all'epoca non
aveva ancora l'età della ragione, e perpetuarne così ancora oggi il messaggio.

Giorni addietro stavo riascoltando il suo "I feel sexy" e devo dire che nonostante siano passati parecchi anni dalla sua registrazione, ha in se una freschezza, uno spessore, una tensione che lo rendono ancor oggi attuale ed estremamente interessante. Anzi devo dire che certe opere, e la sua fa parte del novero, sembrano quasi maturare col tempo; nuovi ascolti fanno scoprire particolarità e raffinatezze che prima erano sfuggite.

Strano destino quello di Voi artisti.

Diversamente dagli altri comuni mortali che, se persone capaci e valide, riescono in tempi più o meno brevi ad imporsi nella società, per Voi la fortuna critica o di pubblico segue sentieri molto
spesso tortuosi ed illogici. Basta pensare ai tardivi riconoscimenti alla carriera tributati a Mingus, Monk e tanti altri, dopo tutta una vita passata a lottare contro pregiudizi, preclusioni e difficoltà di ogni tipo.

Od alla vita dei grandi pittori: Van Gogh costretto a barattare un suo quadro per una cena! Per contro bisogna assistere ai trionfi molto spesso tributati ad autentiche nullità che vengono inoltre ricoperte di miliardi oltrechè di allori.

Ma forse il solo grande giudice è il tempo. Il tempo che nasconde ma non dimentica.

Il tempo che fa scivolare nell'oblio definitivo solo ciò che non vale.

Anche se a volte egli è ingrato nei confronti di chi crea la vera Arte.

Voi artisti avete una funzione fondamentale ed insostituibile per la quale tutti gli uomini devono esserVi grati.

Riuscite a plasmare in arte, a tradurre in un linguaggio comprensibile a tutti ciò che l'uomo prova di fronte alla vita.

Durante lo scorrere dell'esistenza tutti noi proviamo una gran quantità di emozioni: positive e negative, ma come siamo in grado di descriverle?

Piangendo, gridando, ridendo, esaltandoci, pregando, abbattendoci...

Voi invece riuscite a dare dignità artistica a tutto ciò.

Avete questo dono divino, che ha volte può anche essere pesante da portarsi dietro, di tradurre ciò in un linguaggio che può essere fatto di suoni, di colori, di forme, di parole e che TUTTI possono capire, che TUTTI possono far proprio per poi dire "Ecco! E' questo quello che volevo dire!, E' questo quello che ho provato!" E' "l'Urlo" di Munch, è "Guernica" di Picasso, è Mingus che grida a Booker Ervin "Diglielo! Diglielo!" al pubblico, ma dillo con la musica, affinchè tutti lo capiscano. E' l'arte il vero esperanto, la vera lingua comune a
tutti gli uomini
. Ed è questa la motivazione affinchè vorrei che nulla di quello che Lei ha
creato andasse perso. Ma bensì preservato, perchè è musica sentita, sofferta, vera; ed il tempo, che come il mare non ruba ma nasconde, saprà in futuro restituirla all'uomo come cosa che gli appartiene.

Mi scusi tantissimo per il tempo che Le ho rubato, ma sentivo la necessità di dirLe quanto, seppur confusamente, ho scritto.

RingraziandoLa ancora farò mio il saluto di un grande maestro: I love you madly.


Giuliano Tosti