”
un’estate a Villa Pirla”

Una sera vado al Derby club di Milano mitico locale creato da Enrico Intra ribattezzato Intras Club ed incontro Franco Tonani ( bravissimo e modernissimo batterista).
Ci si avvicina il Patron Enrico Intra ( eclettico pianista compositore), al momento conduttore/animatore e direttore artistico, e ci dice che aveva bisogno di una ritmica per andare a lavorare in un locale cabaret “Intras Club di Castiglioncello” realizzato da Pat Nesi che aveva una moglie bellissima.
Detto fatto io e Franco prendiamo la palla al balzo rendendoci disponibili.
A Castiglioncello la formazione jazzistica era mitica: F.Dandrea (pianoforte) - Gato Barbieri(sax tenore) - F.Tonani ( batteria) - G.Buratti (contrabbasso),oltre vari altri ospiti quali F.Ambrosetti (tromba)-F.Cerri(chitarra) e personaggi Cabaret quali le due Romanine ( G.Ferri-LuisaDe Sanctis, figlia del Regista Giuseppe),Panelli,I Gufi ( G.Magni,Nanni Svampa,L.Patruno),Walter Valdi - Cochi e Renato -E.Jannacci - Liliana Zoboli e Pierchini cantautore un po’ asfidanken.
Poi altri ancora che il sottoscritto causa astinenza da rum scuro, non ricorda.
Il pubblico toscano si rimpinzava di pizzette e tartine abbondantemente cosparse di pepe e sale……, ma non beveva mai una seconda consumazione.
Alcuni termini verbali di estrazione milanese, non erano capiti soprattutto la parola “Pirla” per loro poteva essere benissimo un nome tipo “Poldo”
Pat sollecitava Gato a suonare con un intesità anemica, magari inventandosi una sordina, perché non risciva a parlare al telefono che era in sala.
Non esistevano grazie a Dio a ncora i cellulitici , i portatili e le prolunghe erano proibite dall’ora SIP.
Una sordina per saxofono sarebbe stata una novità da brevettare?!
Pierchini (cantautore) proponeva la canzone di sua composizione “pidocchi” e tutti …..ci toccavamo gli attributi.
Una sera mi disse che l’impianto di amplificazione emetteva un fastidioso rumore di fondo.
Gli spiegai che forse l’amplificatore andava messo a terra; detto fatto lo prese convinto e risoluto e lo collocò sul pavimento.
Ah…questi cantautori impegnati!
Vivevamo tutti in una villa presa in affitto e, non sapendone il nome, la battezzammo
“Villa Pirla” ed il bello era che ci arrivava anche la posta del tipo:Egr.Sig M° E.Intra c/o Villa Pirla Castiglioncello.
Ai tempi non si usava il CAP
Gianni Magni per mancanza di collocazione, faceva dormire il suo infante in un artistico lavabo giù nei locali in lavanderia.
Enrico aveva una stanza tutta per se ed ospitava le Due Romanine.
Io e Raffaella ,appena sposati, avevamo una stanza tutta per noi
Patruno si era portato da Milano un dugongo ed organizzava sedute a cui
Solamente Enzo non riusciva a partecipare che,affetto forse da allergoscopatotensione, si grattava saltellando per i corridoi come un grillo paranoico!
Ad un certo punto viene a cessare l’erogazione dell’acqua causa la villa che forse non era felice di chiamarsi pirla.
Gianni mimava il personaggio che si faceva la doccia mentre tutti noi si seguiva per il giardino un rabdomante in cerca del prezioso elemento.
Il bastoncino di salice tenuto tra le mani, si mise a girare solamente con Raffaella (abituata a far girare) che, stupita dal fenomeno,confidava in una futuribile attività.
L’acqua fu trovata grazie ad un idraulico che sconvolse il giardino per trovare le tubazioni.
Liliana Zoboli ci faceva gli spaghetti tragici e la sera faceva lunghe telefonate al suo Pistilli.
Quando arrivò la bolletta telefonica Enrico si incazzò come una biscia bergamasca e per rilassarsi si blindò in camera con le sue ospiti dopo averci costretto ad un democratico versamento pro capite.
La mattina la passavamo in spiaggia a farci gavettoni assistendo alle prove dei Gufi.
Io con maschera fucile e pinne insidiavo stupiti microsaraghi.
Il vero cabaret e lo swingante divertimento era solo per noi in spiaggia!
Stavo ore a bagno galleggiando come un’anguria, diventando un’anguilla africana : nero sulla schiena e bianco sotto.
A mezzogiorno per schivare gli spaghetti di Liliana, mangiavamo in una accogliente trattoria dove D’andrea prima si abbuffava e poi si massaggiava sempre la pancia come Tognazzi dopo il purè nel film la grande abbuffata!
Il pomeriggio: relax in giardino prima delle prove, e Tonani spuntava da dietro gli alberi suonando la pocket trumpet suo nuovo amore.
Il gruppo di jazz filava alla grande mentre i toscani non capivano una beata fava scappando dalle finestre verso spiagga per non fare la seconda consumazione!
A proposito della spiaggia , c’era un personaggio che pur avendo una bellissima
consorte, che ci arrapava non poco; scese in spiaggia con il dugongo portato da Patruno , ricomparendo spaventatissima in sala gridando aiuto perché il personaggio era svenuto ( dalla paura).
Che sfigato! Così la moglie venne a sapere dell’avventura con quel che segue!
Tonani continuò imperterrito a farci impazzire con la pocket trumpet,D’andrea continuò a massaggiarsi la pancia con grande swing creatività musicale ed innato gusto armonico.