
Non voglio ricordare tutti gli amici che se ne sono andati, perché non me
la sento di farmi del male e di soffrire più di quello che ho già sofferto.
Se ne ho parlato e ne parlerò ancora sarà solamente per narrare gli aneddoti felici trascorsi insieme nella spensieratezza della trascorsa giovane età “cazzeggiando” come un tempo come se fossimo ancora insieme

G. Gaber – G.
Reverberi – G.Buratti
Ci sono persone che fanno parte della tua vita, della tua formazione e
sono costantemente nel tuo cuore e te le senti dentro di te come l’aria che respiri anche se per tante ragioni non vedi da tempo.
Una di queste è Franco Cerri che è stato il mio padrino nel mondo
del jazz e che mi ha sempre affascinato con il suo istinto musicale ed il
gusto armonico .Franco poi al contrabbasso era allora impareggiabile e
all’avanguardia per la concezione con cui sapeva accompagnare gli altri e se stesso quando improvvisava .
L’atmosfera del gruppo era sempre carica di swing in tutti i sensi in quanto Franco è lo swing nel muoversi e nel parlare .
Chi non ricorda le suo barzellette alla Walter Chiari?
“pasturensi” – “il pennino mitchell” – “ Priscillo e pariallo” – “ la lunga
sequenza che termina poi con il “ Giuan,… vada via el cu ti e la tua bicicletaaahh…!” – Quando lo sento telefonicamente , mi emoziono perché
Franco è una parte di me , forse il mio braccio sinistro.
Gruppo mitico in cui si sono alternati grandi musicisti come Livio Cerveglieri , Giulio Libano, Gino Bogani, Renato Sellani, Nicola Arigliano, Henry Wright – Rodolfo Bonetto - Gianni Cazzola ed il costruendo Giorgio Buratti. Prove nella mitica cantina di via Franco Tosi al 2 a Milano.

R.Bonetto – N.Arigliano – G.Buratti – F. Cerri
– G.Cazzola – L.Tognoli
Atmosfera Milanese di tranquillità, di sicurezza e di grande voglia di vivere in una Milano a misura d’uomo che non tornerà mai più.
Arrivavo alla “taverna mexico” con la vespa che parcheggiavo fuori dal locale e che ritrovavo puntualmente alle 3 di notte.
Meno furti in una Milano più tua .
A Casa Colombo dove si tenevano molte jam session , conosco Gil Cuppini
in occasione della nascita di un nuovo gruppo con Cerri – Cuppini – Sellani –
Arigliano e Buratti per un giro di altre serate e concerti.
Con Gilberto nasce un sodalizio che dovrà durare circa 10 anni .
Con Gil nascono mitiche litigate fantozziane che ricordo con grande tenerezza perché Gil è stato per me , Maestro e fratello maggiore .
Essendo tutti e due un po’ fuori come un cestino , ogni tanto davamo i numeri. Il Buratti, frequentemente e immediatamente per qualsiasi cosa
non andasse subito per il verso giusto; Gilberto, a scoppio ritardato, quando tutto era risolto e praticamente fuori tempo.
Pensavo infatti “ strano per un Maestro del tempo ritmico musicale, articolarsi spesso nella vita ….fuori tempo!!”
Quello che abbiamo fatto e prodotto è storia del jazz in Italia anche se
a qualcuno non fa comodo in quanto non “sufficientemente paraculato”.
Franco mi fa conoscere un grande James Pratt musicista californiano
con studi di flauto, batteria e contrabbasso che ha suonato con B.Kessel-
Dodo Marmarosa - Stan Getz - Shorty Rogers - Les Brown - Oscar Pettiford - Charlie Mingus - Zoot Sims - Bud Shank - Bob Cooper- Claude Williamson - Franco Cerri - Giulio Libano - Buddy Collette - George Joiner - Dusko Goigovic - Chet Baker - Herb Geller e oibò, anche con Giorgio Buratti con cui incide “Jazz forms for export” e con cui stabilisce un legame di grande amicizia , dividendone l’abitazione, la vita in comune e l’acquario.
Era sempre jazz in ogni momento, dalla mattina alla mattina .Si suonava in
trio con Edoardo Busnello nelle varie fasi della sua itinerante carriera.
Gimmy (James) vive con me per 2 anni facendomi da fratellone, cuoco,maggiordomo,e Maestro. “Gimmy era il jazz” e di jazz io mi nutrivo. Gimmy, abbandona la mia abitazione, la mattina delle mie nozze con Raffaella, lasciando le sue valigie in portineria e venendo a farmi da testimone insieme a Gilberto.Ci avviamo verso il mio matrimonio con il mio spyder rosso e mi dice: “ io c’è con me tuo passeport …se tu cambia idea..: si va!” Un vero imprevedibile ed insostituibile amico!
Praticamente il cambio della guardia è stato : “ fuori Gimmy, dentro Raffaella !” E nel cambio il Buratti ha senza dubbio tratto guadagno, perché Raffaella era indubbiamente più bella, morbida e gratificante!


Raf & Giok
Non suonava la batteria, ma era il coronamento del grande amore che dura tutt’ora e che ha contribuito alla mia formazione e crescita sia
come uomo che fisica, sopratutto in larghezza (complici i suoi esperimenti in cucina).