Ciao Giok, come va?
Sabato mi sono successe due cose che indirettamente
ti riguardano: la prima e che mi è arrivato il tuo CD "Jazz forms for
export" e la seconda e che ho fortunosamente trovato su una bancarella,
ad un prezzo onesto, una copia nuova di zecca, addirittura
cellophanata, del tuo LP "Listen to me". Il primo e l'ultimo nello
stesso giorno. Non ho mai avuto l'occasione di sentire ne l'uno ne
l'altro, ed è stato quindi con autentica curiosità che mi sono piazzato
davanti al giradischi per ascoltarli. Che ti tevo dire? Il primo è
stato un'autentica sorpresa. Pensavo che la tua opera prima fosse un
disco di jazz un po' più tradizionale, ed invece mi sono trovato
davanti ad una improvvisazione praticamente free (alla Coleman
intendo). Era il 1963, ed in quegli anni ricordo che in Italia
funzionava un jazz molto rilassato e formale dove la punta di diamante
era rappresentata da Cerri e dagli uomini del cool. E voi invece,
ragazzacci, non vi facevate scrupolo alcuno nel punzecchiare le chiappe
ai conformisti. Oddio, a dire la verità i tuoi musicisti avevano dei
volti oltremodo rassicuranti, tu invece con abiti, occhiali, pizzetto e
pipa neri, sembravi piuttosto essere un satanasso. Un disco
godibilissimo ancora oggi, ma che acquista particolare rilevanza se
inserito, per l'appunto, in un contesto italico datato 1963.
In "Listen
to me" si sentono gli anni (tantini), le esperienze, le ferite e la
vita trascorsi. Ma si sente anche una conseguenza, una coerenza, un
filo rosso che lo lega ai tuoi lavori precedenti; ciò sembra quasi
volutamente evidenziato dalla presenza, in ambedue i dischi, di
Pitecathropus Erectus e di Welcome People (Mr. Charlie). Oltre alla
musica, sempre molto coinvolgente, interessante e ricca di spunti, mi è
piaciuta la presenza "fisica" della tua città. Sembra quasi che tu
abbia messo in musica un cammino; un cammino durante il quale alcuni
fatti e precise immagini pare ti abbiano indotto a riflessioni, acceso
ricordi, indotto a riflessioni. Il tutto in musica. Bello!
Auguro di
cuore un ottimo successo all'iniziativa di Canto Inquieto, e lo dico
anche nella speranza che vengano rieditate anche altre tue opere. Ad
onor del vero all'interno del CD c'è la pubblicità della prossima
uscita di "My soul in performances":
Visto che l'appetito vien
mangiando, il tuo nome, unito a quello di Fanni, Bedori, Gaslini etc.,
mi hanno fatto venir voglia di jazz italiano ma, frugando nella mia
piccola biblioteca, ho notato di non avere alcun libro che narri la
storia dell'avventura del jazz nel nostro Paese.
Saresti in grado di
consigliarmi uno od anche più libri che trattino l'argomento?
Ti
ringrazio per la pazienza, mi complimento (seppur in ritardo) e my best
wishes.
Giuliano Tosti