Ci vuole Tarzan  

 

Mingus viene a Milano per un concerto al Palazzetto dello Sport e mi telefona preventivamente chiedendomi la cortesia di fargli usare il mio contrabbasso.

Nessuno, e confermo assolutamente nessuno, ha mai solamente sfiorato il mio strumento..

Trattandosi di un grande amico e Maestro provvedo a portarglielo.

L’evento era organizzato dal mitico Leo Watcher geniale impresario e fondatore del teatro Ciak nato nel 1977 tra le mura dell'ex cinema Dea, in quella che era allora la periferia di Milano.

Grande casino nei camerini (spogliatoi) e mio contrabbasso in attesa sul palco.

Il concerto inizia.

Mingus mi chiama e dice che “per suonare il mio strumento ci voleva Tarzan!”                                                                

Ho sempre tenuto infatti le corde del basso molto alte sulla tastiera per avere una sonorità incisiva e molto hard.

Senza dubbio limitative della agile tecnica da dattilografa oggi in uso, ma artefici di una voce esasperatamente ricca di pathos e mi si conceda grande swing e per dirla alla  Pino Candini, (compianto critico e giornalista) “vulcanica”.

Mingus si mette un cerotto di protezione sulle dita e via!

Atmosfera oltremodo rovente e carica di tensione in quanto alcuni scalmanati rimasti al di fuori volevano entrare senza pagare premendo per sfondare le porte d accesso.

Nonostante gli fosse stato concesso di entrare gratuitamente ed ordinatamente per evitare danni peggiori ; niente da fare, il branco frantuma, forza ed entra innescando grande casino e preoccupazione.

A quel punto Mingus decide la pausa del primo tempo.

Leo Watcher conoscendo la mie indiscusse doti di karateka(ero molto più giovane,prestante e rissoso), mi dice con voce preoccupata: “ stammi vicino per favore!”….la mia risposta è: “ Si, unicamente per proteggere il mio strumento perché se qualcuno sale sul palco,…gli spezzo il collo!”

Indubbiamente la mia musica è sempre stata molto irruente ed esuberante come il mio fottutissimo carattere.

Dagli spalti sopra la platea un esaltato provvisto di un’ armatura di plastica (anima di un candelotto fumogeno esploso usato dalla polizia all’esterno), lo lancia con la precisione di un cecchino e colpisce  in fronte

( alla gatto silvestro) un personaggio replicantepseudopolitico che era salito sul palco con l’intenzione di innescare una filippica di convenienza.

Il personaggio con un macroscopico graffietto sulla fronte che non voleva assolutamente sanguinare ,si accorge fortunatamente che una nanogoccia stava per sgorgare dalla immane ferita e……attende qualche istante e si passa la mano sulla fronte imbrattandosi stoicamente e leggermente il viso!

Inizia quindi una blateratoria alla Giglione “personaggio del mio disco Homo Sapiens?-VEDETTE vpa 8334 contro non si sa bene che cosa .

Mingus capita l’antifona interrompe la farsa ,sale sul palco ed inizia un magico secondo tempo.

Gli scalmanati rimangono affascinati ed ipnotizzati e tutto torna alla normalità e l’aria e lo spazio si satura di grande ed affascinante  musica.

Il mio contrabbasso mi sorride salvo ed integro e fa sentire la sua voce sollecitato e guidato dal mio grande amico e Maestro purtroppo prematuramente scomparso! 

 

Milano, 29 Gennaio 2006                                              Giorgio