.....buonasera Signor Buratti.
Non so come sono capitato in Swing ma è stata una sorpresa inaspettata e graditissima.
E' stato come incontrare un vecchio amico. Mi sono molto piaciuti l'album fotografico, le tante notizie su di Lei e le"swing stories".
Tutte cose che mi hanno fatto tornare con la mente ad un tempo neanche troppo lontano, in cui tanti fermenti scuotevano il sonnacchioso panorama musicale italiano. Ed è indubbio che Lei con la Sua opera fece parte di quella sorta di lievito che fece fermentare il pane del Jazz italiano.
Non voglio fare del melanconico romanticismo, ma ricordo quel periodo come un momento di grande creatività, circondato anche da un interesse reale del pubblico.
Ricordo, per avervi direttamente partecipato, le grandi platee di Umbria Jazz e di cento altri festivals. Ma quando mai sarebbe possibile riempire oggi un palasport di un pubblico appassionato per applaudire il quartetto di Konitz, il Revolutionary Ensemble ed il trio di Sam Rivers?
Eppure è successo a Bergamo negli anni '70. E gli esempi potrebbero essere tanti.
Oggi altri interessi agitano le menti delle nuove generazioni. Viviamo in un'epoca permeata sempre più da un vuoto edonismo e da una grigia superficialità, almeno per quanto riguarda la musica, dove le cose devono essere semplici, di facile assimilazione e di breve durata, per essere rapidamente dimenticate e sostituite da altre. E queste caratteristiche non sono proprie del Jazz che richiede passione e dedizione sia in chi lo fa che in chi ne fruisce.
Forse non so se il passato sia stato proprio bello così come lo ricordo, ma comunque è il modo in cui mi riesce più naturale ricordarlo.
Assistetti anche ad un paio di suoi appassionati concerti qui in Liguria, uno dei quali è stato poi inserito in un suo L.P. Dischi neanche a quei tempi facilmente reperibili ed oggi patrimonio quasi esclusivo non tanto di appassionati, quanto di collezionisti dal pingue portafoglio.
Personalmente posseggo un solo suo disco (I feel sexy con Palumbo, Liguori e Sciò), qualche registrazione di fortuna su cassetta e tanti ricordi di ascolti di sue opere.
Non potendomi permettere gli esborsi richiesti dagli attuali commercianti di rarità discografiche, vorrei chiederLe se esiste una qualche possibilità per un appassionato di poter accedere alle sue opere che non devono assolutamente cadere nell'oblio.
Sono state forse ripubblicate? E in caso affermativo da chi? Forse potrebbero essere disponibile in qualche sito internet o qualche discoteca on line?
Spero
di non averLa disturbata troppo, ma sarei oltremodo felice se volesse
rispondermi al mio indirizzo E mail (giulianotosti@virgilio.it)
e ringraziandola,
seppur
in ritardo di anni, per la sua Arte e per ciò che ha fatto per noi
Jazz
lovers, La prego di accettare il mio sincero "in bocca al lupo" fatto,
naturalmente,
con SWING !
Giuliano
Tosti