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"SWING STORIES"

i primi aneddoti raccontati da me ("mi bevo un rum scuro"):

…..e…in questa mitica cantina arriva anche un pianoforte verticale, una batteria e
naturalmente il mio contrabbasso.
Non ricordo chi, ma qualcuno mi telefona a casa e mi dice che un certo signor Franco Cerri avrebbe avuto la necessità di provare con il suo gruppo per una scrittura alla "Taverna Mexico".
Arrivano quindi in cantina Franco Cerri (chitarra), Gino Bogani (piano), Livio Cerveglieri (alto sax), Giulio Libano (tromba), Gianni Cazzola (batteria).
Il signor Cerri domanda vedendo un contrabbasso appoggiato al piano:
"chi suona questo basso..?" Questa mitica domanda segnò l'inizio della mia
carriera musicale in quanto con grande incosciente entusiasmo risposi con uno
scatto in avanti al cui confronto Bruce Lee avrebbe fatto la figura del paralitico:
IO!!……….La stessa sera ( di nascosto dai miei genitori e con rientro a casa in
a notte inoltrata ) ero scritturato! Il signor Cerri rassicurò mio padre che mi fece
il più bel regalo della mia vita accordandomi il permesso di suonare e quindi frequentare un locale che chiaramente non era proprio adatto ai ragazzini di
17 anni.
Se dovessi narrare di questa esperienza dovrei scrivere un libro a parte .
Entrai così in contatto con il mondo del jazz, dei musicisti jazzisti, degli appassionati,
dei critici, degli organizzatori di concerti e Festivals.
Franco, una sera, inforcò il contrabbasso e mi fece capire che era uno strumento serio e che dovevo studiare .
Ma chi ne aveva il tempo? Non facevo altro che suonare con tutti e con tante formazioni differenti! Perciò Franco, tra un intervallo e l'altro delle nostre esibizioni seralnotturne, mi insegnava posizioni e giri armonici.
C'erano in "taverna" 2 camerieri bassi bassi di statura che fraternamente chiamavamo "i due nanetti" e che ballavano facendo un numero di tip tap con un brano di jazz suonato dal gruppo di Franco.
Mitici!! A proposito non avete mai assistito a due nanetti che partecipano ad una rissa? Uno, corre e si pone di spalle di fronte all'avversario tenendo le mani con le dita incrociate per fornire un appoggio all'altro che arriva come un fulmine e saltando in braccio al fratello che lo solleva , sferra un gran cazzotto sul grugno
dell'incredulo e stupito malcapitato che finisce tra i tavolini !
Anche questo è swing ragazzi!
Franco mi fa conoscere un sacco di persone a cui realizzo i primi impianti HI.FI.
Sì, perchè questo era il mio lavoro diurno oltre a quello in un negozio di via Monte napoleone "l'Unione Militare" in cui (assunto come aiuto commesso) , fornivo assistenza interna ed esterna per radio e televisori e giradischi.
Come sempre il sound jazzistico musicale era costantemente lo sfondo complice della mia vita lavorativa diurna.
E chi aveva il tempo di studiare e di frequentare l'università?
I primi quattrini in tasca cominciavano a girare tanto da decidere di tentare qualche cosa da solo ed in proprio.
Lavoravo di giorno e suonavo di notte ed ogni tanto mi addormentavo anche sul tram
nei miei spostamenti .
Non mi sono mai reso conto di aver sempre dormito così poco!
Poi quando comprai una vespa a rate con cambiali avallate dal ragioniere del
negozio in cui lavoravo , l'aria fresca sul viso contribuiva a tenermi sveglio!
La vespa fu il mezzo di trasporto con cui fornivo assistenza tecnica ai clienti
del negozio . Con l'esperienza tecnica aumentò così anche la conoscenza delle
strade della Lombardia ! E poi …. i permessi per andare a suonare nei concerti
fuori Milano!? Per fortuna il "do ut des" concordato nel rapporto lavorativo e la
simpatia guadagnata nei confronti di tutto il personale per via della mia attività jazzistica giocavano un ruolo favorevole nei mie confronti .
Sino a quando non decisi il grande passo dello staccarmi dalla mia famiglia per
andare a vivere da solo , imparare a crescere e mantenermi .
Non finirò mai di benedire e ringraziare i miei genitori per la fiducia accordatami
nel lasciarmi prendere una simile decisione che a quei tempi era inusuale.
Lasciai l'impiego al negozio, e grazie all'acconto ricevuto su un lavoro importante
cercai laboratorio con casa e cane lupo al seguito(doxi).
Mitico: un locale e mezzo con miniservizio al piano rialzato e stanza laboratorio e giardinetto di sotto. Così nacque la "newsound", così il mio doxi aveva il giardinetto ed io ….mi sentivo un RE!
Lavoravo per conto mio e con la scusa del costruire ed installare gli impianti HI.FI ,
vivevo sempre immerso nella mia musica : il JAZZ. Suonavo sempre , e quando dovevo andare, abbandonavo tutto e tutti ! Doxi mi abbandonò finendo da cucciolone qual'era , un maledetto giorno, scappando di sopra in strada e finendo
sotto ad una macchina . Esalò la sua giovane esuberanza nella mie braccia dandomi una leccata sul viso. Non so quanto piansi a dirotto per la perdita di questo amore.
Ma un giorno , io e Lella adocchiammo un botolo vicino ad un ragazzo seduto sul bordo di un marciapiede . I botoli erano per la verità due ed il ragazzo per mille lire me ne cedette uno . La trasmutazione era compiuta : Doxi era diventato Wolking che venne a vivere con me nel suo giardinetto.
E con tutto questo ambaradan, chi aveva il tempo di frequentare il Politecnico a cui
ero iscritto?
Da perfetto autodidatta dovevo sempre studiare cose tecniche per essere al corrente
e lavorare . E poi c'era il problema del suonare il contrabbasso con tutti quei grandi personaggi e musicisti che illuminavano la mia vita e cultura musicale!!
Quindi, studiare, poco; e suonare; molto. Un pò come dire che per imparare a camminare si deve cominciare a correre ! Sarà poi vero?
Non lo so , ma di una cosa sono certo ;io ho sempre fatto così ed ho vissuto con grande intensità e convinzione ogni attimo della mia vita. Anche adesso, non mi basta mai il tempo per fare tutte le cose che amo e che ho in mente di fare o che non ho fatto prima quando più importanti erano i primari impegni di lavoro.
Ritorniamo a Franco Cerri . Si frequentava "casa Colombo" Titolare della mitica
"Elettrica Colombo"e grande appassionato di Jazz che metteva a disposizione dei
Jazzisti la sua casa e la sua ricca strumentazione musicale.
Ragazzi… jam session a non finire , sempre!!
E lì, conobbi Nicola Arigliano, Renato Sellani , Gill Cuppini e Tito Fontana e lì, nacque un quartetto con relativo incomparabile cantante . Sempre stato bruttino (sin da piccolo) ma tanto bravo e personale nel suo modo di interpretare le canzoni . Simpatico e swingante nella professione e nella vita .
Mitico Nicola , mi spiace averti perso di vista .
Terrore dei vampiri per il suo ingoiare aglio .
Forse che l'aglio faccia bene per il jazz?
Personalmente mi piace, lo digerisco e ne facciamo grande uso tutti in famiglia..
A proposito di jam session: indimenticabile ed irripetibile quella a casa di un Invernizzi (magnate caseario), con Lars Gullin e Gerry Mulligan oltrechè Cerri. Cuppini, Cerveglieri ed il Buratti con il suoi due grandi amori il contrabbasso e Raffaella.
Lars con moglie e bebè in una borsa/culla a terra vicino al sax baritono, Gerry con i capelli biondi tagliati a spazzola/marines e con una giacca a righe coloratissime tipo bandiera americana. Che "notte di note" ragazzi
Gilberto Cuppini mi portò in una dimensione di grande professionalità.
Con lui imparai la strada della R.A.I, partecipai alle varie edizioni della "Coppa del Jazz", i concerti, i Festivals , le trasmissioni Radio e TV, con lui mi resi conto della
seria professionalità e respirai l'aria di una rispettosa amicizia.
Ebbi modo di conoscere e suonare per lungo tempo con Sergio Fanni (tromba) ed Eraldo Volontè (sax tenore), Ettore Righello (pianoforte). Era il "Gil Cuppini quintet".
Contemporaneamente feci la conoscenza di tutti gli altri musicisti dell'Orchestra di Musica Leggera dell RAI di Milano compreso il contrabbassista titolare il Professor Luigi Casasco che tentò anche lui di insegnarmi l'uso dello strumento da un punto di vista accademicorompic….!
Il risultato fu che il Professo Casasco a detta di tutti acquistò una zampata più
swingante ed il Buratti capì che l'arco oltrechè un'arma belligeranda era anche
il sadico strumento con cui si potevano torturare le persone.
Provare per credere: pizzicare prima una nota e poi suonarla con l'arco per accorgersi che l'intonazione sta in mezzo ma non troppo, tra il calante ed il crescente
Dopodichè si possono prendere in considerazione diverse soluzioni: spararsi, cambiare mestiere o studiare!?
Io sono ancora vivo e prima d'inforcare l'archetto, mi bevo un rum scuro!